Dolcetto o scherzetto ?

Un giorno, qualche anno fa, salmodiando a voce alta e molesta fra le sale della Pinacoteca Ambrosiana in compagnia di una cara amica (con la quale ho in seguito litigato furiosamente per orrende quisquiglie proustiane) mi sono imbattuto in questo quadro, che già conoscevo, ma che, quel giorno, nel ritrovarmelo davanti per descriverlo, mi ha stupito con l'offerta di un' associazione mentale del tutto inaspettata .

 Bottega di Tiziano

"Deposizione di Cristo nel sepolcro", Milano, Pinacoteca Ambrosiana

Per adesso non vi dico nulla. Voglio prima darvi qualche informazione su questa tela, talmente piena di luoghi comuni tizianeschi da parer, a prima vista, dipinta, per davvero, proprio da Tiziano. Con un ultimo colpo di grazia alla copertina, ormai a pezzi, della mia "Guida ufficiale della Pinacoteca Ambrosiana", tiro fin qui, quasi per i capelli, questa breve didascalia:

"In possesso del cardinal Federico già nel 1607 come opera di Tiziano, è in realtà una replica di bottega, con alcune varianti e forse con l' intervento di Palma il Giovane, della tela per l' Escorial (circa 1566) ora conservata al Prado di Madrid."

 Particolare del turbante, poco sopra il corpo di Cristo

"Il Borromeo loda il quadro soprattutto per la "varietà di emozioni" espressa dai personaggi: lo struggimento dolente e amoroso della Maddalena, l' intensa carica affettiva di San Giovanni in primo piano, il profondo dolore di Maria avvolta nell' oscurità."

Basta così. Ora, tornate su, se necessario, e guardate bene il dipinto : vedete quel turbante bianco che spicca poco sopra la spalla sinistra del corpo di Cristo ? Ebbene, proprio quel copricapo si è presentato ai miei occhi, quel giorno, sotto le fattezze di un delizioso dolcetto alle mandorle, come quelli che ci offre la superba pasticceria tradizionale dell' Italia meridionale, in particolare siciliana (Gabrilù, se sbaglio, correggimi tu!), e con tanto di ciliegina sopra !

 Deliziosi dolcetti alle mandorle

Da allora, tutte le volte che mi ritrovo davanti questo dipinto, dal vivo, in Ambrosiana, quello che vedo , nel bel mezzo della scena, non è più un turbante, ma un vero e proprio dolcetto alle mandorle : col rischio di ritrovarmi affamato e ingolosito, come quando, passando lungo la vicina via Torino, mi fermo a curiosare nella vetrina della rinomata
pasticceria siciliana "Fratelli Freni" – dove, tra l'altro, mia madre, tanti anni fa, quando ancora lavorava in centro a Milano (e, in particolare, anche quando era in dolce attesa del sottoscritto), andava spesso a comprarsi la sua adorata frutta di marzapane.

Dolcetto o scherzetto ?ultima modifica: 2006-10-29T07:34:43+01:00da oyrad
Reposta per primo quest’articolo

7 pensieri su “Dolcetto o scherzetto ?

  1. E d’altra parte, chi può dire che il pasticcere (o la pasticcera) che per primo/a realizzò questo tipo di dolcetti non si sia ispirato/a, per la forma, proprio ad un turbante simile a quello del quadro? Qui, signore e signori, ci vorrebbe, oltre che un esperto d’arte (che’ questo ce l’abbiamo, ed anche bravo 😉 anche un esperto di Storia della Pasticceria Comparata :-)) — Ciao da Gabriella

  2. @Gabriella-Eh sì, hai proprio ragione, carissima Gabrilù : ho pensato anche io che questa suggestione visiva fra turbanti e dolcetti non sia poi così scapestrata … e chissà che un motivo storico e concreto non ci sia davvero : del resto non sono poche le traduzioni, in dolciumi, anche delle cose più impensabili : dall’ iper-realismo della frutta di marzapane, alle simbologie fallico-freudia ne dei babà ! E le “palle di Mozart”? Ehi … ma qui ci starebbe bene una bella tesi di laurea, o dottorato, sull’ argomento !

Lascia un commento